CHIRURGIA ESTETICA SENO

L'aumento di volume del seno è un intervento che si attua con il posizionamento di protesi e che viene  quando una donna ritiene inadeguato il proprio volume mammario, per restituire il volume perduto dopo una gravidanza, per correggere una asimmetria tra i due lati o per ricostruire un seno dopo un intervento demolitivo.

 

Le protesi

Le protesi sono formate da silicone in forma gelatinosa. Il silicone rappresenta una famiglia di composti chimici che viene prodotto partendo dal silicio, un elemento che si trova in natura nelle sabbie, nel quarzo, nelle rocce.  Il silicio diventa silicone quando è combinato con ossigeno, carbonio ed idrogeno. A seconda di come vengono disposte le molecole nel silicone, questo assume  varie forme: polveri, olii, gel ed elastomeri. Nessun altro materiale ha dimostrato di essere così bio-compatibile, affidabile, flessibile, resistente, morbido e facilmente sterilizzabile come il silicone In Chirurgia Plastica protesi mammarie ed espansori tissutali permettono la ricostruzione od il miglioramento di alcune parti del corpo. I prodotti in silicone sono stati valutati approfonditamente ed è evidente che  non ci siano relazioni con il cancro nell'uomo.

 

Protesi e mammografia

Non ci sono problematiche nell’eseguire la mammografia; è sufficiente  richiedere un esame a proiezioni multiple al radiologo.

 

Preparazione all'intervento

E' importante non assumere aspirina o antiaggreganti  7 giorni prima dell’intervento e astenersi dal fumo per almeno 4 settimane (due prima e due dopo l'operazione).
Se si è reduci da un'infezione o una malattia è prudente posporre l'intervento chirurgico. Sono da rimuovere anelli, orecchini o piercing.  E’ necessario che la paziente si procuri prima dell’intervento un reggiseno elastico, tipo sportivo o “da aerobica” con apertura sul davanti  (zip, gancetti o velcro – ad es. il modello della ditta FILA ), della misura prevista per il seno dopo la procedura.

 

L'intervento chirurgico

La procedura è eseguita in anestesia generale o locale con sedazione. La tecnica chirurgica è dettata dalle caratteristiche morfologiche della paziente. L'incisione può essere posizionata nel solco sotto-mammario, intorno all'areola o nel cavo ascellare. Lavorando attraverso questa incisione si crea una tasca sopra o sotto muscolare e si posiziona l'impianto.
Se la ghiandola non è ben rappresentata è preferibile scegliere il posizionamento sotto-muscolare (procedura lievemente più dolorosa).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tubicini di drenaggio possono essere utilizzati in alcuni casi e rimossi normalmente il giorno successivo all’ intervento.

L'intervento dura circa 1 ora e le incisioni vengono chiuse con fili riassorbibili. Un bendaggio compressivo viene mantenuto per le prime ore.

Il post-operatorio

Dopo la prima medicazione la paziente indosserà un reggiseno conformato per due mesi.  Il dolore post-operatorio viene controllato tranquillamente da farmaci anti dolorifici e   tende a scomparire dopo 24-48 ore.
L’edema (gonfiore) post-operatorio tende a ridursi nel corso delle settimane successive all’intervento; 6 settimane sono necessarie per vedere il nuovo seno in condizioni normali ed  tre mesi per sentirlo sufficientemente morbido.

Ripresa dell'attività

Il ritorno alle normali attività è abbastanza rapido. E' buona norma comunque attendere almeno una settimana prima della ripresa graduale dell'attività e comunque interrompere per almeno un mese quella sportiva.

 

Possibili complicanze

L'intervento di mastoplastica additiva sebbene sia diffuso può  presentare complicanze generiche e specifiche come tutte le procedure chirurgiche.
La più comune complicanza specifica è la contrattura capsulare, evento raro con  l’utilizzo degli ultimi dispositivi protesici. Esistono vari gradi di contrattura e nei casi più gravi si pone l'indicazione ad un nuovo intervento chirurgico che può essere di indebolimento della capsula, o di rimozione della capsula stessa ed in alcuni casi può essere necessario effettuare il cambio dell'impianto protesico.
Un'altra evenienza, sebbene sia rilevata in una bassissima percentuale di pazienti, è lo sviluppo di una infezione che nei casi più importanti può causare la rimozione dell’impianto  (che sarà possibile riposizionare dopo alcuni mesi).
La sensibilità del complesso areola-capezzolo può  modificarsi ma raramente in definitivo.
Talvolta le protesi possono rompersi a causa di un trauma importante.  In caso di rottura conclamata la capsula peri-protesica contiene lo spandimento del gel che sarà necessario rimuovere  tramite una procedura chirurgica atta ripulire la tasca da residui di silicone e sostituire la protesi.

 

Fisiologicamente la mammella tende ad abbassarsi (ptosi mammaria); l' invecchiamento cutaneo e la perdita di elasticità del seno  causano perdita della forma e della consistenza dello stesso. Alcuni fattori quali gravidanze, allattamenti, forza di gravità concorrono all’aggravarsi della ptosi.
La mastopessi è quella procedura chirurgica che ridona forma e posizione ad un seno cadente. Se il seno è piccolo, o ha perso di volume (per esempio dopo una gravidanza),la mastopessi può essere associata a una mastoplastica additiva.
Le migliori candidate all'intervento di mastopessi sono le pazienti che hanno aspettative realistiche dei risultati e che hanno il seno di piccole o medie dimensioni.  Seni di qualsiasi forma e grandezza possono essere sottoposti ad un intervento di mastopessi, ma quelli di maggiori dimensioni devono aspettarsi una più breve durata del risultato nel tempo.

 

Mammografia
La mastopessi non limita in nessun modo la possibilità di eseguire successive mammografie o ecografie. E’ sufficiente informare il radiologo dell'intervento effettuato.

Preparazione all'intervento

E' importante non assumere aspirina o antiaggreganti  7 giorni prima dell’intervento e astenersi dal fumo per almeno 4 settimane (due prima e due dopo l'operazione).
Se si è reduci da un'infezione o una malattia è prudente posporre l'intervento chirurgico. Sono da rimuovere anelli, orecchini o piercing.  E’ necessario che la paziente si procuri prima dell’intervento un reggiseno elastico, tipo sportivo o “da aerobica” con apertura sul davanti  (zip, gancetti o velcro – ad es. il modello della ditta FILA ), della misura prevista per il seno dopo la procedura.

 

L'intervento chirurgico

La procedura viene generalmente eseguita in anestesia generale. L'intervento di mastopessi è simile a quello di riduzione mammaria e richiede da 1 ora e mezza a due ore a seconda della grandezza del seno. Le tecniche sono varie e le incisioni possono essere semplici peri areolari, peri-areolare più verticale sino a quelle a "T" invertita a seconda sempre della grandezza del seno. Tubicini di drenaggio possono essere utilizzati in alcuni casi e rimossi pochi giorni dopo l'intervento.
Alcune pazienti, come quelle che hanno un seno di piccole dimensione e quindi con una ptosi molto ridotta, possono essere sottoposte a procedure chirurgiche che prevedono cicatrici ridotte. La più frequentemente utilizzata tra queste tecniche è quella che prevede la rimozione della cute in eccesso ed il riposizionamento del complesso areola-capezzolo mediante la sola cicatrice peri-areolare. 
La protesi mammaria viene eventualmente inserita sempre attraverso lo stesso accesso necessario alla correzione della ptosi.

 

Il post-operatorio

Dopo l'intervento la paziente indosserà un reggiseno conformato per due mesi.
Dopo l'intervento è lecito attendere la comparsa di un edema che tende a scomparire in 4-6 settimane. Il dolore è molto modesto e ben controllabile con i farmaci. I punti di sutura sono tutti interni e riassorbibili e non sarà necessario rimuoverli.  E' normale avere una ridotta sensibilità del complesso areola-capezzolo ed anche differenza tra i due lati. Tale riduzione di sensibilità tende a risolversi spontaneamente nello spazio di alcuni mesi. In alcuni casi può richiedere anche un anno o più e raramente può essere definitiva. Occasionalmente può essere opportuna, a distanza, una revisione della cicatrice in anestesia locale per ottenere il miglior risultato cosmetico possibile.

 

Ripresa dell'attività

Il ritorno alle normali attività è in relazione all'entità dell'intervento subito, alle condizioni fisiche in cui si è affrontato l'intervento chirurgico ed alle singole capacità reattive.
E' buona norma comunque attendere almeno una settimana prima della ripresa graduale dell'attività e comunque interrompere per almeno quattro quella sportiva.
Nel caso in cui la paziente rimanesse incinta non esistono problemi per un eventuale allattamento in quanto nessuna tecnica prevede l'interruzione dei dotti e la ghiandola rimane funzionalmente intatta

 

Il nuovo aspetto

Bisogna ancora una volta ricordare come le cicatrici di questo intervento siano permanenti e che occorrono molti mesi prima che tendano a migliorare e ad essere meno evidenti, potendo talvolta diventare delle sottili linee bianche.
Se le aspettative della paziente sono realistiche, i risultati danno grandi soddisfazione.

 

Possibili complicanze

L'intervento di mastopessi è un intervento chirurgico e come tutti gli interventi presenta complicanze generiche e specifiche associate. Tra le complicanze generiche ricordiamo: sierosi, ematomi, infezioni. Tra quelle specifiche: la riduzione o perdita di sensibilità del complesso areola-capezzolo.
La mastopessi, a seconda del grado di ptosi mammaria e quindi della tecnica che può essere utilizzata, lascia in ogni caso delle cicatrici permanenti che vengono comunque nascoste in un reggiseno o in un costume da bagno. Può talvolta verificarsi una non omogeneità di dei due complessi areola-capezzolo. Una scadente cicatrizzazione, sia nella durata che nella qualità è comune nelle pazienti fumatrici.

La mastoplastica riduttiva (riduzione mammaria) è un intervento eseguito al fine di migliorare l'aspetto di mammelle eccessivamente voluminose mediante la riduzione del loro volume e il loro rimodellamento. Trova indicazione anche in caso di asimmetrie mammarie.  Ulteriore beneficio è sicuramente l’ effetto di “lifting” o “mastopessi”. La principale differenza tra la mastopessi e la mastoplastica riduttiva consiste nel fatto che nella mastopessi non si rimuove alcuna massa di tessuto .

Nonostante le cicatrici permanenti che comporta, la mastoplastica riduttiva è un intervento comune che produce importanti benefici per le pazienti.
L'intervento dura circa 2 ore e trenta minuti e consiste essenzialmente nella rimozione di grasso, ghiandola e cute in eccesso e nel lifting del seno. L'intervento è poco doloroso, e dà risultati durevoli nel tempo.

Candidate all'intervento di mastoplastica riduttiva sono donne con mammelle troppo grandi in proporzione alla corporatura, donne con  mammelle pendule e voluminose con capezzoli volti in basso o donne con  mammelle notevolmente asimmetriche di volume (riduzione di una sola mammella).

Generalmente le pazienti riferiscono dolore al collo, alla schiena e alle spalle dovute al peso delle mammelle; possono essere presenti irritazioni cutanee sotto il seno, difficoltà nell'attività fisica, lavorativa e sportiva e disagio psicologico
Come per ogni intervento estetico, la paziente deve essere psicologicamente stabile e realistica nelle sue aspettative.

 

Mammografia
La mastoplastica riduttiva non limita in nessun modo la possibilità di eseguire successive mammografie o ecografie. E’ sufficiente informare il radiologo dell'intervento effettuato.

 

Preparazione pre-operatoria
E' importante non assumere aspirina o antiaggreganti  7 giorni prima dell’intervento e astenersi dal fumo per almeno 4 settimane (due prima e due dopo l'operazione).
Se si è reduci da un'infezione o una malattia è prudente posporre l'intervento chirurgico. Sono da rimuovere anelli, orecchini o piercing.  E’ necessario che la paziente si procuri prima dell’intervento un reggiseno elastico, tipo sportivo o “da aerobica” con apertura sul davanti  (zip, gancetti o velcro – ad es. il modello della ditta FILA ), della misura prevista per il seno dopo la procedura.

 

L'intervento chirurgico
L'intervento viene di solito eseguito in anestesia generale, consiste nella rimozione della parte in eccesso della cute e dei sottostanti tessuti della mammella (grasso e ghiandola), spostando l'areola più in alto e rimodellando i tessuti rimanenti. L'areola, di solito, viene anche ridotta nel suo diametro, se questo è troppo grande. Le incisioni necessarie per conseguire questi obiettivi lasciano inevitabilmente delle cicatrici che, quantunque tendano di solito a rendersi meno evidenti con il tempo, sono definitive e permanenti. La metodica più comune di riduzione mammaria comporta tre incisioni, e quindi tre cicatrici risultanti, a forma di una “T rovesciata”: 
• una incisione periareolare (circolare tutto intorno all'areola)
• una lungo tutto il solco sottomammario
• una cicatrice verticale che unisce le prime due, quindi dal bordo inferiore dell'areola fino al punto di mezzo del solco sottomammario.

Varianti possibile nelle incisioni sono la peri areolare e la peri areolare con verticale.
Tubicini di drenaggio possono essere utilizzati in alcuni casi e rimossi pochi giorni dopo l'intervento.
Viene applicata una fasciatura modicamente compressiva. Il reggiseno elastico verrà indossato alla prima o seconda medicazione.

 

Il post-operatorio

Dopo l'intervento la paziente indosserà un reggiseno conformato per due mesi.
Dopo l'intervento è lecito attendere la comparsa di un edema che tende a scomparire in 4-6 settimane. Il dolore è molto modesto e ben controllabile con i farmaci. I punti di sutura sono tutti interni e riassorbibili e non sarà necessario rimuoverli.  E' normale avere una ridotta sensibilità del complesso areola-capezzolo ed anche differenza tra i due lati. Tale riduzione di sensibilità tende a risolversi spontaneamente nello spazio di alcuni mesi. In alcuni casi può richiedere anche un anno o più e raramente può essere definitiva. Occasionalmente può essere opportuna, a distanza, una revisione della cicatrice in anestesia locale per ottenere il miglior risultato cosmetico possibile.

 

Ripresa dell'attività

Il ritorno alle normali attività è in relazione all'entità dell'intervento subito, alle condizioni fisiche in cui si è affrontato l'intervento chirurgico ed alle singole capacità reattive.
E' buona norma comunque attendere almeno una settimana prima della ripresa graduale dell'attività e comunque interrompere per almeno quattro quella sportiva.
Nel caso in cui la paziente rimanesse incinta non esistono problemi per un eventuale allattamento in quanto nessuna tecnica prevede l'interruzione dei dotti e la ghiandola rimane funzionalmente intatta

 

Il nuovo aspetto

Bisogna ancora una volta ricordare come le cicatrici di questo intervento siano permanenti e che occorrono molti mesi prima che tendano a migliorare e ad essere meno evidenti, potendo talvolta diventare delle sottili linee bianche.
Se le aspettative della paziente sono realistiche, i risultati danno grandi soddisfazione.

 

Possibili complicanze

Le complicanze nella mastoplastica riduttiva sono rare, ma possibili Tra le complicanze generiche ricordiamo sierosi, ematomi, infezioni e diastasi (allargamento) delle ferite. Tra quelle specifiche la riduzione o perdita di sensibilità del complesso areola-capezzolo e l’ asimmetrie di forma o dimensioni delle  mammelle. In ogni caso le cicatrici sono permanenti e vengono nascoste in un reggiseno o in un costume da bagno. Una scadente cicatrizzazione, sia nella durata che nella qualità è comune nelle pazienti fumatrici.

 

L’intervento correttivo viene eseguito per eliminare l’inestetica presenza di mammelle nel maschio (ginecomastia) dovuta ad un eccessivo sviluppo di tessuto ghiandolare (ginecomastia vera), adiposo (pseudoginecomastia) o di entrambi (ginecomastia mista).
 

Preparazione all'intervento

E' importante non assumere aspirina o antiaggreganti  7 giorni prima dell’intervento e astenersi dal fumo per almeno 4 settimane (due prima e due dopo l'operazione).
Se si è reduci da un'infezione o una malattia è prudente posporre l'intervento chirurgico. Sono da rimuovere anelli, orecchini o piercing.  E’ necessario che il paziente si procuri prima dell’intervento una guaina elastica che dovrà indossare per le 4 settimane successive alla procedura.

 

L'intervento chirurgico

La procedura viene generalmente eseguita in anestesia generale. L'intervento Ginecomastia vera e ginecomastia mista sportazione chirurgica della ghiandola mammaria (ginecomastia vera) e aspirazione dell’eccesso adiposo (ginecomastia mista). La sede e l’estensione delle incisioni cutanee e quindi delle cicatrici dipende dalle dimensioni delle mammelle. Di fronte ad  un grado lieve si procede con un incisione cutanea limitata all’emicirconferenza inferiore di ciascuna areola; in caso di grado marcato invece l’incisione cutanea è estesa a tutta la circonferenza dell’areola ed asportazione di un settore anulare di cute.

 Nei casi di pseudo ginecomastia di grado lieve si procede a liposuzione mediante l’introduzione di una sottile cannula attraverso un’incisione di 3 – 4 mm in corrispondenza dell’areola o sotto l’area mammaria; mentre nel grado marcato la lipoaspirazione è associata ad asportazione chirurgica della pelle eccedente come per la ginecomastia vera e mista.

Tubicini di drenaggio possono essere utilizzati in alcuni casi e rimossi pochi giorni dopo l'intervento.
 

Il post-operatorio

Dopo l'intervento la paziente indosserà una benda elasto compressiva per almeno un mese.
Dopo l'intervento è lecito attendere la comparsa di un edema che tende a scomparire in 4-6 settimane. Il dolore è molto modesto e ben controllabile con i farmaci. I punti di sutura sono tutti interni e riassorbibili e non sarà necessario rimuoverli.  E' normale avere una ridotta sensibilità del complesso areola-capezzolo ed anche differenza tra i due lati. Tale riduzione di sensibilità tende a risolversi spontaneamente nello spazio di alcuni mesi. In alcuni casi può richiedere anche un anno o più e raramente può essere definitiva. Occasionalmente può essere opportuna, a distanza, una revisione della cicatrice in anestesia locale per ottenere il miglior risultato cosmetico possibile.

 

Ripresa dell'attività

Il ritorno alle normali attività è in relazione all'entità dell'intervento subito, alle condizioni fisiche in cui si è affrontato l'intervento chirurgico ed alle singole capacità reattive.
E' buona norma comunque attendere almeno una settimana prima della ripresa graduale dell'attività e comunque interrompere per almeno quattro quella sportiva.

 

Il nuovo aspetto

Bisogna ancora una volta ricordare come le cicatrici di questo intervento siano permanenti e che occorrono molti mesi prima che tendano a migliorare e ad essere meno evidenti, potendo talvolta diventare delle sottili linee bianche.
Se le aspettative della paziente sono realistiche, i risultati danno grandi soddisfazione.

 

Possibili complicanze

Tra le complicanze generiche ricordiamo sieromi, ematomi ed  infezioni. Tra quelle specifiche: la riduzione o perdita di sensibilità temporanea del complesso areola-capezzolo e la rara necrosi parziale o totale dello stesso.

  

 
 
 

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