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Addominoplastica e liposuzione associata

L’addominoplastica rimuove la pelle in eccesso e ricostruisce la parete muscolare. La liposuzione rimuove il grasso localizzato. Sono due procedure con obiettivi distinti che vengono spesso associate nello stesso intervento, perché nella maggior parte dei pazienti i due problemi coesistono. Ma la combinazione non è automatica. Ha regole precise, dettate dalla vascolarizzazione dei tessuti, e ignorarle significa mettere a rischio il risultato.

Perché si combinano

L’addominoplastica da sola agisce sulla parete anteriore dell’addome. Rimuove la pelle dalla linea dei fianchi alla linea dei fianchi, passando per il centro. Ma il grasso non si ferma ai confini dell’incisione. Si accumula sui fianchi, sul dorso basso, nella regione soprapubica, nella zona sottoombelicale. Se l’addominoplastica rimuove la pelle ma lascia il grasso circostante, il risultato è un addome piatto circondato da depositi adiposi che lo rendono sproporzionato. La silhouette migliora al centro ma non ai lati.

La liposuzione dei fianchi, del dorso basso e delle zone adiacenti all’area trattata con l’addominoplastica completa il lavoro. Riduce il grasso dove l’addominoplastica non arriva e crea una transizione armoniosa tra l’addome e il resto del tronco. Il risultato è una circonferenza coerente, non un addome piatto inserito in un corpo che racconta un’altra storia.

In termini pratici, l’associazione di addominoplastica e liposuzione è la procedura più eseguita. La maggioranza dei pazienti che arriva all’addominoplastica ha anche un accumulo adiposo laterale che giustifica la liposuzione. I casi in cui l’addominoplastica viene eseguita da sola, senza alcuna liposuzione, sono la minoranza.

Dove si può aspirare e dove no

Questa è la parte tecnica che fa la differenza tra un risultato sicuro e un rischio inutile. L’addominoplastica prevede lo scollamento della pelle dell’addome dalla fascia muscolare sottostante. Questo scollamento interrompe i vasi sanguigni che irrorano la cute dal basso, quelli che provengono dalla parete addominale attraverso il muscolo. Dopo lo scollamento, la pelle dell’addome sopravvive grazie ai vasi che arrivano dai lati, i cosiddetti perforanti laterali.

Se si esegue una liposuzione aggressiva nella stessa area dove la pelle è stata scollata, si danneggiano anche i vasi laterali. La pelle rimane senza un apporto di sangue sufficiente e va incontro a sofferenza vascolare, che nei casi più gravi produce necrosi cutanea: la pelle muore. È la complicanza più temuta della combinazione addominoplastica-liposuzione, e si previene con una regola semplice: non aspirare o aspirare limitatamente nella zona scollata.

In pratica, la liposuzione viene eseguita nelle zone laterali, i fianchi e il dorso basso, che non sono state scollate durante l’addominoplastica. Qui la vascolarizzazione è intatta e la liposuzione è sicura. La zona centrale dell’addome, quella scollata, non viene aspirata o viene aspirata in modo molto conservativo e limitato allo strato superficiale, senza compromettere la circolazione profonda.

La lipo-addominoplastica: un’evoluzione tecnica

La lipo-addominoplastica è una variante tecnica in cui la liposuzione precede lo scollamento cutaneo e viene utilizzata come strumento per preparare il campo operatorio. Il grasso viene aspirato prima che la pelle venga sollevata, e lo scollamento viene eseguito in modo più selettivo, preservando una maggiore quantità di vasi perforanti.

Il vantaggio è che questa tecnica permette di trattare con la liposuzione anche zone più centrali dell’addome, perché la vascolarizzazione non è ancora stata interrotta dallo scollamento. Il risultato è una riduzione del grasso più uniforme su tutta la superficie addominale, con una transizione più morbida tra la zona operata e quella circostante.

Non tutti i pazienti sono candidati alla lipo-addominoplastica. La tecnica richiede un’anatomia compatibile e un chirurgo esperto nella gestione dei piani vascolari. In pazienti con un eccesso cutaneo molto importante o con fattori di rischio vascolare come il fumo o il diabete, l’approccio classico con scollamento completo e liposuzione limitata alle zone laterali resta la scelta più sicura.

Quando la liposuzione da sola è sufficiente

In un sottogruppo di pazienti il problema addominale è esclusivamente adiposo. La pelle ha ancora una buona elasticità, non c’è diastasi dei muscoli retti, non c’è eccesso cutaneo. C’è solo un accumulo di grasso localizzato che non risponde alla dieta. In questi casi la liposuzione da sola è sufficiente e l’addominoplastica non è indicata.

Il discrimine è la qualità della pelle. Se dopo aver rimosso il grasso la pelle è in grado di retrarsi e di adattarsi al nuovo volume, il risultato sarà un addome piatto e tonico senza bisogno di asportare cute. Se la pelle non ha questa capacità, la liposuzione da sola produce un addome svuotato con un eccesso cutaneo che prima era riempito dal grasso e che ora pende. Il risultato estetico è peggiore di prima dell’intervento.

La valutazione della qualità cutanea è clinica. Si esegue durante la visita, valutando lo spessore della pelle, la presenza di smagliature, il grado di retrazione dopo la compressione. Non esiste un test strumentale che la sostituisca. È una valutazione che richiede esperienza e che guida la scelta tra liposuzione isolata e addominoplastica con liposuzione associata.

Il risultato della combinazione

Quando addominoplastica e liposuzione vengono associate correttamente, il risultato è superiore a quello che ciascun intervento potrebbe ottenere da solo. L’addominoplastica corregge la parete e la pelle. La liposuzione modella i contorni. Insieme producono un addome piatto inserito in un tronco proporzionato, con una transizione graduale tra la zona operata e quella circostante.

Il tempo di recupero della procedura combinata è leggermente più lungo rispetto all’addominoplastica isolata, soprattutto per il gonfiore nelle zone aspirate che si somma a quello dell’addominoplastica. La guaina compressiva copre sia l’addome sia i fianchi e va indossata con le stesse modalità e tempistiche. Il risultato finale si valuta a sei mesi, con un miglioramento progressivo che continua fino a un anno.

La soddisfazione dei pazienti che ricevono la procedura combinata è generalmente più alta rispetto a quelli che ricevono la sola addominoplastica. La ragione è semplice: il corpo umano non si guarda a comparti. Si guarda nell’insieme. E un risultato coerente sull’intera circonferenza del tronco è più convincente di un addome piatto con fianchi invariati.

Domande frequenti

La liposuzione durante l’addominoplastica è rischiosa?

La liposuzione eseguita nelle zone laterali, fianchi e dorso basso, non scollate durante l’addominoplastica, è sicura e non aggiunge rischi significativi all’intervento. La liposuzione nella zona centrale dell’addome, dove la pelle è stata scollata, richiede cautela perché può compromettere la vascolarizzazione cutanea. La pianificazione chirurgica tiene conto di questi limiti per garantire la sicurezza.

Quanto grasso si può rimuovere con la liposuzione associata?

La quantità dipende dal volume di grasso presente e dalle condizioni generali del paziente. In genere si rimuovono tra uno e tre litri di aspirato complessivo, che include grasso e liquido infiltrato. Quantità maggiori aumentano il rischio di complicanze. L’obiettivo non è rimuovere il massimo possibile ma ottenere un contorno armonioso e proporzionato.

Posso fare la liposuzione dei fianchi senza l’addominoplastica?

Sì, se il problema è esclusivamente un accumulo adiposo laterale e la parete addominale anteriore non presenta eccesso cutaneo né diastasi muscolare. In molti casi però i due problemi coesistono, e trattare solo i fianchi lascia un addome invariato che limita il beneficio complessivo dell’intervento.

L’addominoplastica con liposuzione costa di più?

Sì, l’aggiunta della liposuzione comporta un aumento del costo perché allunga i tempi operatori e richiede strumentazione aggiuntiva. L’aumento è proporzionale all’estensione delle zone trattate con la liposuzione. Il rapporto costo-beneficio è però generalmente favorevole: un unico intervento, un’unica anestesia e un unico recupero per un risultato significativamente più completo.

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    • Dr. Daniele Bordoni

      Specializzato in chirurgia plastica, chirurgia estetica e ricostruttiva.

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