La domanda è tra le più frequenti e la risposta è sempre la stessa: dipende dal problema. Il botulino e il filler non sono alternative tra cui scegliere. Sono strumenti diversi che agiscono su meccanismi diversi dell’invecchiamento del viso. Chiedere quale sia meglio è come chiedere se sia meglio un cacciavite o un martello: dipende da cosa bisogna fare.
Eppure la confusione tra i due è diffusissima. Molte persone arrivano in studio chiedendo “un po’ di botulino” per riempire un solco nasolabiale, o “un po’ di filler” per distendere la fronte. Sono richieste che partono da una premessa sbagliata, e il primo compito del medico è chiarire la differenza prima di qualsiasi trattamento.
Due meccanismi opposti
Il botulino riduce la contrazione muscolare. Agisce sul muscolo, non sulla pelle. Il suo bersaglio sono le rughe dinamiche: quelle che si formano con il movimento e che, con il tempo, si incidono nel derma fino a diventare visibili anche a muscolo rilassato. Le rughe della fronte, le linee tra le sopracciglia, le zampe di gallina sono il territorio del botulino.
Il filler aggiunge volume. È un materiale, nella maggior parte dei casi acido ialuronico, che viene iniettato sotto la pelle per riempire un’area svuotata o per attenuare un solco. Il suo bersaglio sono le rughe statiche, i volumi persi, i contorni che si sono appiattiti. I solchi nasolabiali, le labbra sottili, gli zigomi svuotati, le occhiaie incavate sono il territorio del filler.
Il botulino toglie un’azione: la contrazione del muscolo. Il filler aggiunge una sostanza: il volume mancante. Sono gesti opposti che rispondono a problemi opposti. Applicare il botulino dove serve il filler non produce risultato. Applicare il filler dove serve il botulino produce un risultato diverso da quello atteso.
Dove funziona il botulino e dove funziona il filler
Il terzo superiore del viso è il dominio del botulino. La fronte, la glabella e la regione perioculare sono zone dove le rughe sono quasi esclusivamente dinamiche, generate dalla contrazione ripetuta dei muscoli mimici. Il filler in queste zone ha indicazioni limitate e specifiche, come il riempimento di una ruga glabellare profonda che il botulino da solo non riesce a distendere completamente.
Il terzo medio del viso è il dominio del filler. La perdita di volume zigomatico, i solchi nasolabiali, le occhiaie sono problemi volumetrici che il botulino non può correggere perché non dipendono dalla contrazione muscolare. Dipendono dal riassorbimento del grasso profondo, dal cedimento dei tessuti, dalla perdita di supporto osseo. Qui il filler restituisce ciò che il tempo ha tolto.
Il terzo inferiore è una zona di sovrapposizione. Le pieghe della marionetta possono beneficiare del filler. Le rughe del mento possono rispondere al botulino. L’angolo della bocca può essere trattato con entrambi, a seconda che il problema sia un’azione muscolare che tira verso il basso o una perdita di volume che fa cedere il tessuto. Qui la diagnosi fa la differenza tra un risultato eccellente e uno mediocre.
Quando servono entrambi
Nella maggior parte dei pazienti che iniziano un percorso di medicina estetica, il piano di trattamento prevede entrambi. Non perché il medico voglia fare di più, ma perché l’invecchiamento del viso non ha una causa unica. È la somma di più processi che avvengono contemporaneamente: i muscoli si contraggono, i volumi si perdono, la pelle si rilassa. Affrontare un solo aspetto e ignorare gli altri produce un risultato parziale.
Un viso con rughe frontali profonde e zigomi svuotati ha bisogno del botulino per la fronte e del filler per gli zigomi. Fare solo il botulino lascia un terzo superiore disteso sopra un terzo medio che racconta un’altra età. Fare solo il filler restituisce volume ma la fronte continua a corrugarsi. Il risultato migliore nasce dalla combinazione calibrata dei due trattamenti, ognuno nel suo ambito di azione.
Non è necessario fare tutto nella stessa seduta. Spesso il botulino viene eseguito per primo, e il filler viene aggiunto dopo due settimane, quando l’effetto del botulino si è stabilizzato. Questo permette di valutare il viso nella sua nuova condizione e di calibrare il filler con maggiore precisione.
Le differenze pratiche
Il botulino agisce in tre-cinque giorni e raggiunge il massimo effetto in due settimane. Dura tre-sei mesi. Non modifica il volume del viso. Il trattamento dura quindici-venti minuti e non richiede preparazione né recupero.
Il filler agisce immediatamente. Il volume è visibile subito dopo l’iniezione, con un risultato definitivo valutabile dopo il riassorbimento del gonfiore iniziale, cioè dopo circa due settimane. Dura da sei a diciotto mesi a seconda del prodotto, della zona e del metabolismo individuale. Il trattamento dura venti-quaranta minuti.
Il profilo di rischio è diverso. Il botulino ha rischi legati alla distribuzione della tossina a muscoli non bersaglio, tutti temporanei e reversibili. Il filler ha rischi legati al posizionamento del materiale, con la possibilità, rara ma più significativa, di complicanze vascolari in caso di iniezione accidentale in un vaso sanguigno. Entrambi i trattamenti sono sicuri nelle mani esperte, ma il tipo di rischio è qualitativamente diverso.
La domanda giusta non è quale sia meglio
La domanda giusta è: qual è il mio problema? Se il problema sono le rughe che si formano quando si corruga la fronte o si strizzano gli occhi, la risposta è il botulino. Se il problema è un viso svuotato, con zigomi piatti, labbra sottili o solchi profondi, la risposta è il filler. Se il problema è un viso che invecchia su più fronti, la risposta è un piano che li integra entrambi.
Il ruolo del medico non è vendere un trattamento. È leggere il viso, identificare i problemi, e proporre gli strumenti giusti per ciascuno. A volte la risposta è solo botulino. A volte è solo filler. A volte è la combinazione. A volte non è nessuno dei due, perché il problema non ha ancora raggiunto un livello che giustifichi il trattamento. La scelta migliore è quella che corrisponde alla realtà del viso, non al desiderio di fare qualcosa.
Domande frequenti
Si possono fare botulino e filler nella stessa seduta?
Sì, è possibile e viene fatto frequentemente. Molti medici preferiscono però eseguire prima il botulino e aggiungere il filler dopo due settimane, quando l’effetto del botulino si è stabilizzato. Questo approccio permette di valutare meglio le proporzioni del viso e di calibrare il filler con maggiore precisione.
Il botulino e il filler interferiscono tra loro?
No. Agiscono su piani diversi con meccanismi diversi e non interferiscono. Il botulino agisce sulla giunzione neuromuscolare, il filler occupa uno spazio nei tessuti. Non ci sono interazioni farmacologiche tra i due. Possono coesistere nello stesso viso senza alcun problema.
Quale dei due dura di più?
Il filler generalmente dura più del botulino. L’acido ialuronico si mantiene dai sei ai diciotto mesi a seconda del prodotto e della zona trattata. Il botulino dura dai tre ai sei mesi. La frequenza delle sedute di mantenimento è quindi diversa: il botulino si ripete più spesso, il filler meno frequentemente.
Quale costa di più?
Il costo dipende dalle unità di botulino e dalle siringhe di filler necessarie, che variano in base alla zona trattata e all’entità della correzione. In termini generali, una seduta di filler ha un costo singolo più alto ma viene ripetuta meno frequentemente. Il botulino ha un costo per seduta inferiore ma viene ripetuto più spesso. Su base annua la spesa complessiva è variabile e dipende dal piano di trattamento individuale.