Si apre in una nuova scheda

Il lipofilling al seno è pericoloso?

No. Il lipofilling al seno è un intervento con un profilo di sicurezza elevato. Utilizza tessuto autologo, cioè grasso della paziente stessa, eliminando il rischio di rigetto o di reazione a corpi estranei. Non prevede l’inserimento di dispositivi protesici. Non richiede un’anestesia particolarmente profonda. E le complicanze, quando si verificano, sono nella grande maggioranza dei casi gestibili e non gravi.

Questo non significa che sia privo di rischi. Significa che i rischi sono conosciuti, quantificabili e quasi sempre temporanei. Capire quali sono e in che contesto si verificano trasforma la paura generica in una consapevolezza che permette di decidere.

I rischi chirurgici generali

Come qualsiasi intervento che prevede anestesia e manipolazione dei tessuti, il lipofilling comporta rischi generali: infezione, ematoma, reazione all’anestesia. Questi rischi sono comuni a tutta la chirurgia e vengono minimizzati con la sterilità operatoria, la profilassi antibiotica e la valutazione anestesiologica pre-operatoria. La loro frequenza nel lipofilling è bassa, inferiore a quella di interventi più invasivi.

I rischi specifici del lipofilling

Il riassorbimento del grasso non è un rischio in senso stretto, è una caratteristica della procedura. Diventa un problema solo se la paziente non è stata informata e si aspetta che tutto il grasso iniettato resti. L’informazione pre-operatoria corretta elimina questa fonte di delusione.

La necrosi adiposa si verifica quando una porzione di grasso innestato non riceve vascolarizzazione sufficiente e muore. Produce noduli palpabili, a volte dolorosi, e microcisti oleose. Nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente con il riassorbimento nel tempo. In rari casi può richiedere un’aspirazione o un’escissione.

Le calcificazioni sono depositi di calcio che si formano intorno al tessuto adiposo non vitale. Sono visibili alla mammografia e possono creare confusione diagnostica, ma non sono pericolose né dolorose. La paziente deve informare il radiologo della procedura subita per una lettura corretta degli esami.

L’embolia grassosa è la complicanza più temuta nella letteratura, ma la sua incidenza nel lipofilling al seno è eccezionalmente rara. Si verifica quando cellule adipose entrano nel circolo venoso. La tecnica di microinnesto a bassa pressione utilizzata oggi riduce questo rischio a un livello statisticamente trascurabile.

Il lipofilling e il rischio oncologico

La domanda se il lipofilling al seno possa aumentare il rischio di tumore mammario è stata oggetto di numerosi studi. La risposta, sulla base dei dati disponibili, è che non esiste evidenza di un aumento del rischio oncologico legato al lipofilling. Il grasso innestato non stimola la proliferazione di cellule tumorali, non modifica il rischio di base della paziente e non interferisce con le terapie oncologiche.

Il lipofilling viene utilizzato con successo anche nella ricostruzione mammaria post-mastectomia, cioè in pazienti che hanno avuto un tumore al seno. Se fosse pericoloso dal punto di vista oncologico, non verrebbe impiegato in questo contesto. Le società scientifiche internazionali non controindicano il lipofilling nelle pazienti con storia oncologica, a condizione che il follow-up sia regolare.

La sicurezza dipende dal percorso

Come per qualsiasi intervento, la sicurezza del lipofilling dipende dalla competenza del chirurgo, dalla qualità della struttura e dal rispetto dei protocolli. Un chirurgo esperto nella tecnica di microinnesto a più livelli riduce il rischio di necrosi adiposa. Una liposuzione eseguita con cannule adeguate preserva l’integrità delle cellule e migliora l’attecchimento. Un follow-up attento identifica precocemente eventuali complicanze.

Il lipofilling al seno non è pericoloso. È un intervento chirurgico, e come tale va eseguito con competenza, pianificato con rigore e seguito con attenzione. La differenza tra un intervento sicuro e uno problematico non sta nella procedura. Sta in chi la esegue e in come la gestisce.

Domande frequenti

Il lipofilling può causare il tumore al seno?

No. Non esiste evidenza scientifica di un aumento del rischio oncologico legato al lipofilling. La procedura viene utilizzata anche nella ricostruzione post-mastectomia. Le calcificazioni che può produrre non sono pericolose ma vanno segnalate al radiologo per una corretta interpretazione della mammografia.

Il grasso iniettato può spostarsi?

Il grasso innestato resta nella sede di iniezione. Non migra verso altre parti del corpo. Una volta attecchito si comporta come il tessuto adiposo nativo del seno. La tecnica di microinnesto a più livelli garantisce una distribuzione stabile e uniforme.

È più sicuro il lipofilling o le protesi?

Entrambi hanno un profilo di sicurezza elevato. Il lipofilling non ha rischi legati ai dispositivi protesici come la contrattura capsulare o la rottura della protesi. Le protesi non hanno rischi legati al riassorbimento o alla necrosi adiposa. La scelta si basa sull’indicazione clinica, non sulla sicurezza, che è eccellente per entrambi.

Post correlati